Il pianoforte diventa macchina del tempo e dello spazio nelle mani di Dardust. Ogni nota è un frammento di cielo, ogni accordo un riflesso su città invisibili e orizzonti che non esistono. Il suono si piega e si stira, tra geometrie sonore e silenzi che respirano, creando mondi paralleli che si aprono sotto i nostri occhi interiori. In questo concerto piano solo, sulle note sospese tra terra e mare, Dardust ci invita a percorrere corridoi di luce e ombra, a perderci tra visioni inattese, a lasciarci catturare dall’invisibile, dove musica e immaginazione si fondono in un’unica esperienza sensoriale e poetica.
